Marco Micheli

Mi sono diplomato nel 1999 in elettrotecnica. Dopo 3 anni di lavoro come rappresentante e 2 come operaio capii che per sentirmi pienamente realizzato avrei dovuto intraprendere un cammino diverso, scegliendo un’occupazione che mi appagasse. Per questo motivo ho scelto gli studi di “psicologia del lavoro”, pagandoli con il lavoro di Disc Jockey che ho fatto nei locali notturni di mezza Toscana, che oggi mi permettono di occuparmi di valutazione del rischio stress lavoro-correlato, consulenza organizzativa, formazione in ambito relazionale.

Il mio obiettivo principale è la soddisfazione del lavoratore che incontro nelle organizzazioni alle quali offro il mio contributo professionale.
Mi piace lavorare in Maremma, in quanto vorrei apportare un contributo, seppur piccolo, al miglioramento delle nostre realtà lavorative giorno dopo giorno, contribuendo a costruire un qualcosa di positivo qui, dove sono nato.

Ho investito tutto su questo percorso perché sono convinto che, in questo periodo storico, non sia il capitale strumentale a fare la differenza competitiva tra le aziende, (ad oggi tutto può essere trovato, comprato o affittato) ma quello umano; intendo dire che se provate a togliere ad una azienda un suo macchinario essa riceverà un danno, ma potrà rimediare. Provate a togliere alla stessa organizzazione l’impegno dei suoi uomini migliori… cosa ne rimarrà?