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	<title>Marco de Santis + Co</title>
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	<description>Facilitare il miglioramento: formazione, consulenza, coaching.</description>
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		<title>Benedetto Curriculum Vitae (La Nazione 27 12 2011)</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 15:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scarica la pagina del quotidiano in pdf Ho risposto alle domande di Cristina Rufini, giornalista del quotidiano La Nazione, su come scrivere il curriculum vitae per evitare che venga cestinato. Riporto qui il testo degli articoli pubblicati sul giornale del 27 Dicembre 2011. &#171;Proporsi significa mostrarsi agli altri. In primo piano deve stare la persona&#187; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/La Nazione 27 12 2011_jpg.pdf"><span style="background-color: yellow; ">Scarica la pagina del quotidiano in pdf</span></a></p>

<p><a href="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/La Nazione 27 12 2011_jpg.pdf"><input type="image" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/IconaLaNazione27122011.jpg" alt="Scarica la pagina del quotidiano in Pdf" title="Scarica la pagina del quotidiano in Pdf" class="sinistra" /></a>Ho risposto alle domande di Cristina Rufini, giornalista del quotidiano La Nazione, su come scrivere il curriculum vitae per evitare che venga cestinato. Riporto qui il testo degli articoli pubblicati sul giornale del 27 Dicembre 2011.</p>

<p><span id="more-2116"></span></p>

<h1><br />
&laquo;Proporsi significa mostrarsi agli altri. In primo piano deve stare la persona&raquo;</h1>

<h1><em>De Santis: &laquo;Spesso i candidati evitano di esporsi. E&rsquo; un errore&raquo;</em></h1>

<p><strong>IN UNA CONGIUNTURA</strong> economica come quella che stiamo vivendo oramai da anni, un posto di lavoro e per di pi&ugrave; a tempo indeterminato, &egrave; sempre pi&ugrave; una chimera. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare e la stesura di un curriculum &mdash; impresa spesso affrontata meccanicamente &mdash; &egrave; un punto di partenza fondamentale. Che pu&ograve; essere anche vincente se affrontato con le giuste basi, adeguate al momento storico ed economico che stiamo vivendo. Nessuno ha la ricetta ideale, ovviamente, ma chi lavora nel settore da tempo e ha analizzato centinaia e centinaia di curricula qualche consiglio pu&ograve; darlo. Ci prova Marco De Santis, formatore e consulente per aziende e privati.</p>

<p><strong>Qual &egrave; uno degli errori ricorrenti che viene commesso nel compilare un curriculum?<br />
</strong><em> </em>&laquo;Parlando in generale, spesso si parte da un concetto sbagliato: raccontare solo le esperienze di lavoro, senza far capire chi siamo come persone&raquo;.</p>

<p><strong>Cio&egrave; limitarsi a una sintetica elencazione delle esperienze fatte?<br />
</strong><em> </em>&laquo;S&igrave;. E non di rado anche in ordine inverso a quello che invece dovrebbe essere preso come termine di riferimento. E&rsquo; sempre meglio iniziare a scrivere le esperienze pi&ugrave; recenti e poi, a ritroso, elencare quelle pi&ugrave; datate&raquo;.</p>

<p><strong>E un&rsquo;altra mancanza che riscontra spesso nei curricula che le capita di leggere?<br />
</strong><em> </em>&laquo;Raramente chi si propone spiega che cosa sta cercando. Quali sono le reali intenzioni o aspettative di lavoro. Ed &egrave; un errore davvero grosso&raquo;.</p>

<p><strong>Per quale motivo?<br />
</strong><em> </em>&laquo;Perch&eacute; in un momento di crisi economia come quello attuale, le imprese, innegabilmente, assumono sempre meno. E questa diminuzione di numeri porta ad una necessaria attenzione nella selezione. Nella ricerca di persone motivate e con le idee chiare&raquo;.</p>

<p><strong>Ma non sempre &egrave; facile, soprattutto per i giovani?<br />
</strong> &laquo;E&rsquo; vero. Ma basta capire che le aziende vogliono sapere tutto della storia della persona che andranno ad assumere. E la parte di formazione culturale, per quanto importante, non deve mai essere messa in evidenza e per prima, come invece accade nella maggior parte dei casi. All&rsquo;inizio devono essere riportate le esperienze lavorative pi&ugrave; recenti, quelle da cui si riparte. poi a ritroso quelle pi&ugrave; vecchie. E alla breve indicazione &egrave; meglio far seguire anche una descrizione, ovviamente sintetica, delle mansioni e delle competenze raggiunte&raquo;.</p>

<p><img alt="" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/linea.jpg" /></p>

<h2><strong>CONSIGLI: </strong>COSA EVITARE PER NON FAR CESTINARE LA LETTERA DELLA VITA</h2>

<h3>Esperienze e obiettivi specifici &laquo;Punti cardine&raquo; di un curriculum</h3>

<p><strong>CURRICULUM</strong>, istruzioni per l&rsquo;uso.<br />
A cercare di dare consigli agli aspiranti &laquo;occupati&raquo; &egrave; Marco De Santis, formatore e consulente aziendale, che avendo letto e &laquo;spulciato&raquo; centinaia di elenchi di esperienze di lavoro e di formazione, ha l&rsquo;idea di che cosa funziona e di che cosa, invece, fa in modo che i selezionatori, appena preso in mano quel foglio di carta in cui sono riversate cos&igrave; tante aspettative, lo cestinino. &laquo;Non &egrave; cattiveria o mancanza di voglia di leggere &mdash; spiega De Santis &mdash; ma la mole di lettere da esaminare sono purtroppo sempre di pi&ugrave; e il tempo a disposizione ridotto. Quindi &egrave; meglio essere concisi, ma precisi e mirare subito all&rsquo;obiettivo&raquo;. A partire dalla persona. E&rsquo; ormai un principio base per redigere un curriculum. Smettere di pensare a che cosa sta cercando un&rsquo;azienda solo per farsi assumere, ma spiegare chi siamo prima di tutto come essere umani e poi come lavoratori. Poi illustrare i desideri. Cio&egrave; gli obiettivi che un candidato si pone nel chiedere un posto di lavoro. Dove vuole arrivare. In terzo luogo il fare, cio&egrave; le esperienze che sono state vissute e le competenze che il candidato ha raggiunto. &laquo;Ricordarsi che &egrave; importante segnalare qualsiasi esperienza &mdash; conclude De Santis &mdash; anche quella che sembra pi&ugrave; inutile e meno indicata per l&rsquo;azienda che si vuole raggiungere. Non importa, qualsiasi aspetto della vita lavorativa &egrave; fondamentale. E indicare sempre le competenze raggiunte e dove. Infine non dimenticare che non bisogna mai nascondere la vera personalit&agrave;. Tanto prima o poi viene individuata&raquo;.</p>

<p><img alt="" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/linea.jpg" /></p>

<h2>LA STESURA</h2>

<p><strong>La persona</strong><br />
E&#8217; il primo aspetto che deve emergere nella compilazione: non prima la formazione scolastica o gli obiettivi, ma chi siamo veramente, in ogni aspetto della vita, senza tralasciare indicazioni che possono tornare utili all&#8217;azienda</p>

<p><strong>I desideri</strong><br />
I reali obiettivi vanno sempre dichiarati, mai nascondere le aspirazioni soltanto per paura di non essere scelti. Un&#8217;impresa che ha necessit&agrave; di assumere vuole avere di fronte persone che hanno ben chiaro che cosa vogliono fare</p>

<p><strong>Le competenze<br />
</strong>Indicare sempre le competenze raggiunte con le varie esperienze lavorative. Essendo precisi nello spiegare quali e quando, elencarle tutte insieme a conclusione del curriculum &egrave; dispersivo</p>

<p><strong>La formazione</strong><br />
I titoli di studio sono importanti e vanno elencati, ma mai all&#8217;inizio: meglio se dopo le esperienze lavorative e le competenze raggiunte, queste ultime accompagnate da una breve descrizione</p>

<p><img alt="" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/linea.jpg" /></p>

<p><strong>Collegamenti:</strong><span style="background-color: yellow; "><strong><br />
</strong></span><a href="http://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/2011/12/27/643380-esperienze_obiettivi_specifici_punti_cardine.shtml/"><span style="background-color: yellow; ">Collegamento all&#8217;articolo sul sito della Nazione</span></a>&nbsp;<br />
<a href="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/La Nazione 27 12 2011_jpg.pdf"><span style="background-color: yellow; ">Scarica la pagina del quotidiano in pdf</span></a></p>
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		<title>4.2 un nuovo aggiornamento (era 4.0)</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 00:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi, 25 Maggio 2011, &#232; il mio compleanno. Sono sempre&#160;contento quando aggiungo un nuovo anno alla mia et&#224;. Stavolta sono particolarmente soddisfatto&#160;perch&#233;, compiendo 42 anni e continuando a immaginare il compleanno come un aggiornamento software, passo dalla versione 4.0 alla versione 4.2 del mio personale sistema operativo. Cosa &#232; successo alla versione 4.1? Semplice: non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Logo del 42&deg; compleanno" class="sinistra" alt="Quattro punto 2" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/4punto2.jpg" />Oggi, 25 Maggio 2011, &egrave; il mio compleanno. Sono sempre&nbsp;contento quando aggiungo un nuovo anno alla mia et&agrave;. Stavolta sono particolarmente soddisfatto&nbsp;perch&eacute;, compiendo 42 anni e continuando a immaginare il compleanno come un aggiornamento software, passo dalla <a title="Compleanno 4.0" href="http://www.marcodesantis.com/2009/05/24/compleanno-quattro-punto-zero/">versione 4.0</a> alla versione 4.2 del mio personale sistema operativo.</p>

<p><span id="more-2083"></span></p>

<p><strong>Cosa &egrave; successo alla versione 4.1?<br />
</strong>Semplice: non sono stato in grado di metterla sul mercato perch&eacute; l&rsquo;ultimo aggiornamento ha richiesto molto pi&ugrave; tempo del previsto: quasi due anni di lavoro, al posto dei 12 mesi preventivati. Aggiornarsi &egrave; sempre un lavorone che, come succede nei grandi cantieri, pu&ograve; richiedere pi&ugrave; tempo di quello sperato.</p>

<p>Oggi posso elencare le 6&nbsp;novit&agrave; pi&ugrave; importanti e le tre piccole migliorie che differenziano questa versione da&nbsp;<a title="Compleanno 4.0" href="http://www.marcodesantis.com/2009/05/24/compleanno-quattro-punto-zero/">quella precedente</a>&nbsp;e che mi permettono di mantenere il mio vantaggio competitivo.</p>

<p><strong>Novit&agrave; di questa versione</strong></p>

<p><strong>1) condivisione di risorse<br />
</strong> Da sempre sono orientato a muovermi e procedere da solo. Valutando questa caratteristica come potenzialmente limitante ho scelto di condividere uffici e spazio di lavoro con altri liberi professionisti. L&#8217;abbiamo chiamato <a href="http://www.akaotic.com">aKaotic</a> per affrontare insieme il caos dei nostri tempi. La condivisione degli spazi facilita la condivisione di idee. Stando insieme ai miei coinquilini d&#8217;ufficio ho imparato a realizzare progetti pi&ugrave; grandi di quelli facevo prima. Ho fatto lavori che, per le loro dimensioni, richiedono un confronto di idee e percorsi con molte altre persone. Attivit&agrave; complesse ma di grande soddisfazione che prima non ero in grado di fare.</p>

<p><strong>2) potenziamento hardware<br />
</strong> Due anni fa ho iniziato ad andare in palestra che, pur continuando ad essere un luogo a me poco affine, &egrave; diventata un posto per il mio sviluppo personale. Ho capito che non potevo crescere e migliorarmi solo sul piano mentale ma che il corpo poteva essere il solido fondamento di tutta la mia personalit&agrave;.</p>

<p><strong>3) potenziamento software<br />
</strong> Due anni fa ho iniziato un percorso con un esperto di HOS-human operating system: un eccellente psicoterapeuta. Con lui ho lavorato su tre aspetti molto importanti del mio sistema operativo: I/O_babbo, I/O_marito, I/O_professionista. Abbiamo rivisto vecchie abitudini mentali (sequenze di istruzioni) che avevano bisogno di aggiornamento, migliorato automatismi comportamentali (subroutine) e installato nuove &ldquo;App&rdquo;: programmi semplici e veloci per essere pi&ugrave; spesso pi&ugrave; felici.</p>

<p><strong>4) efficienza energetica<br />
</strong>La sensibilit&agrave; ecologica e il rispetto dell&#8217;ambiente &egrave; migliorata in tutto il mondo e non potevo rinunciare a consumare meno energie producendo meno rifiuti. Ecologico rispetto al mondo e rispetto a me stesso. Per questo posso dichiarare che non lascio negli altri scorie pericolose e non raccolgo in me rifiuti indifferenziati prodotti da altri. Adesso riesco ad utilizzare la mia energia in esubero rimettendola in circolazione. Inoltre ho ridotto la frequenza, ma ho aumentato la velocit&agrave;, dei cambiamenti di umore: raramente mi arrabbio ma, quando capita, lo faccio intensamente e in pochi secondi. Nella met&agrave; del tempo torno calmo e sereno e questo mi consente di non sprecare energie.</p>

<p><strong>5) nuovo modello organizzativo<br />
</strong>Da fine Marzo ho una nuova assistente: Anna. Ha lo stesso nome dell&#8217;assistente virtuale di Ikea ma la persona che lavora con me &egrave; in carne ed ossa. Con lei stiamo sviluppando un nuovo modello organizzativo, pi&ugrave; efficiente e sostenibile, per aumentare la qualit&agrave; dei servizi proposti insieme alle possibilit&agrave; di guadagno e divertimento che la mia attivit&agrave; offre. Per lavorare bene con lei ho migliorato le mie abilit&agrave; di dare feedback in maniera specifica e puntuale. Tra le persone incontrate nei colloqui di selezione, Anna &egrave; stata l&#8217;unica che alla mia frase &quot;io ho un caratteraccio&#8230;&quot; ha risposto: &quot;&#8230;e questo &egrave; vero&quot;.</p>

<p><strong>6) interfaccia utente<br />
</strong>Continuo ad ascoltare moltissimo e sempre con maggiore attenzione inoltre sorrido pi&ugrave; spesso e aggrotto meno la fronte. Tuttavia, confesso che per &quot;interfacciarmi&quot; con gli altri posso ancora migliorare: non sono ancora passato alla tecnologia touch. Ho sempre bisogno che l&#8217;interlocutore conosca le mie istruzioni operative nel dettaglio altrimenti emerge il mio caratteraccio: in altre parole sono ancora rigido. In compenso appaio totalmente in alta definizione e in 3D senza bisogno che gli altri indossino strani occhiali.</p>

<p><strong>Migliorie minori<br />
</strong> Ho potenziato altre 3 mie funzioni che erano state precedentemente introdotte:<br />
sono pi&ugrave; assertivo;<br />
sono spontaneamente pi&ugrave; disciplinato;<br />
ho ulteriormente aumentato le mie capacit&agrave; di ricevere feedback (compresi quelli negativi).</p>

<p><strong>Auguri</strong><br />
Buon compleanno per i vostri futuri ed eccellenti miglioramenti.</p>

<p><em>**Se questo scherzoso contributo risultasse poco chiaro, potrebbe essere opportuno leggere il post che lo precede: &quot;</em><a title="Compleanno 4.0" href="http://www.marcodesantis.com/2009/05/24/compleanno-quattro-punto-zero/"><em>Compleanno 4.0</em></a><em>&quot;; ma se neanche quello fosse in grado di aiutarvi nella comprensione&#8230; chiamatemi che ve lo spiego a voce.</em></p>

<p><img alt="Compleanno quattro punto due" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/compleanno 4 2.jpg" /></p>
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		<title>Leadership o management?</title>
		<link>http://www.marcodesantis.com/2011/04/22/leadership-o-management/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 01:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Considero la leadership come una funzione esercitata in un gruppo e da questo riconosciuta in una persona, mentre quando parlo di management mi riferisco a un ruolo assegnato dall&#8217;alto, al fine di gestire persone e gruppi di lavoro. Nelle aziende il problema nasce dal fatto che caratteristiche della leadership e competenze del management possono non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Leadership or management logo" title="Leadership or management" class="sinistra" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/leadership_management.jpg" />Considero la leadership come una funzione esercitata in un gruppo e da questo riconosciuta in una persona, mentre quando parlo di management mi riferisco a un ruolo assegnato dall&rsquo;alto, al fine di gestire persone e gruppi di lavoro.<span id="more-2056"></span><br />
Nelle aziende il problema nasce dal fatto che caratteristiche della leadership e competenze del management possono non coincidere nella stessa persona. Un manager, nominato dai vertici di un&rsquo;azienda, pu&ograve; non essere riconosciuto come leader dal gruppo che gestisce. Mentre un leader informalmente riconosciuto dal basso raramente ottiene nomina manageriale.</p>

<p>Purtroppo incontro pochi leader formali, cio&egrave; persone che sono formalmente nominate dall&rsquo;alto e sostanzialmente riconosciute dal basso.</p>

<p>Autorit&agrave; e autorevolezza, carisma e competenza dovrebbero muoversi insieme ma negli ultimi tempi incontro persone autoritarie che non sono autorevoli e persone carismatiche che non hanno competenze gestionali.</p>

<p>Ho la sensazione che, da molto tempo ormai, insieme all&rsquo;economia, sia entrata in crisi la leadership. Sembra una funzione passata di moda o forse sono passate di moda tre caratteristiche ad essa connesse: direzionalit&agrave;, assunzione di responsabilit&agrave; e confidenza con il rischio.</p>

<p>Nonostante tutto incontro sempre pi&ugrave; spesso leader informali che, pur non avendo riconoscimenti formali dal vertice, si adoperano con grande assunzione di responsabilit&agrave; e confidenza con il rischio nel condurre persone e aziende in una direzione comune.</p>

<p>Forse ci vorr&agrave; un bel po&rsquo; di tempo per trasformare la loro leadership informale in una leadership formale. In questi casi la pazienza &egrave; la capacit&agrave; pi&ugrave; importante.</p>
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		<title>Procrastination domino rally</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 23:10:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutti i nostri impegni sono legati tra loro. Dal pi&#249; importante, al meno urgente, sono indissolubilmente collegati. Il collegamento siamo noi&#160;ed &#232; per questo che dobbiamo gestirli tutti.&#160;Non gestire un impegno produce un effetto a catena come nelle tessere del domino rally. Nonostante questa sia un&#8217;idea da capogiro immediato o da attacco di panico istantaneo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Effetto domino rally della procrastinazione" title="Effetto domino rally della procrastinazione" class="sinistra" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/procrastination-domino-rally.jpg" />Tutti i nostri impegni sono legati tra loro. Dal pi&ugrave; importante, al meno urgente, sono indissolubilmente collegati. Il collegamento siamo noi&nbsp;ed &egrave; per questo che dobbiamo gestirli tutti.<span id="more-2002"></span>&nbsp;Non gestire un impegno produce un effetto a catena come nelle tessere del domino rally. Nonostante questa sia un&#8217;idea da capogiro immediato o da attacco di panico istantaneo, a seconda dalla predisposizione individuale, possiamo rassegnarci perch&eacute; &egrave; vera.</p>

<p>Alan Turing scrisse, in un saggio del 1950, che &quot;lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l&#8217;uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza&quot;.</p>

<p>Se questo &egrave; vero figuriamoci cosa pu&ograve; succedere se rimandiamo il pagamento di una bolletta. Forse non generer&agrave; una valanga ma potrebbero staccarci il telefono e noi saremmo costretti a pagare di corsa, fare un fax o una raccomandata, per poi passare ore con un operatore call center pregandolo di riattivare il servizio sospeso. Insomma una dispersione di tempo incalcolabile in grado di produrre ritardi a catena, generare caos organizzativo che potrebbe metterci in condizioni di emergenza dalle quali &egrave; difficile uscire.</p>

<p>Rimandare pu&ograve; produrre questo. Come nel big domino rally dove la caduta di una tessera pu&ograve; buttare gi&ugrave; a catena tutte le altre, cos&igrave; i nostri impegni procrastinati produrranno un ritardo su tutti gli altri.</p>

<p>Adesso immaginate cosa pu&ograve; produrre, nel contesto lavorativo, rimandare un impegno: procrastination domino rally! Da capogiro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non aspettare di diventare il numero 1</title>
		<link>http://www.marcodesantis.com/2011/03/29/non-aspettare-di-diventare-il-numero-1/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 22:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una frase che ripeto spesso alle persone che incontro in aula o negli interventi di consulenza &#232;: &#8220;non aspettare di diventare il numero uno per comportarti da numero uno&#8221;. Le persone capiscono al volo cosa intendo dire ma spesso sospirano e c&#8217;&#232; sempre chi mi dice: &#8220;io non diventer&#242; mai il numero uno&#8230;&#8221; Non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Numero uno" title="Numero uno" class="sinistra" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/numero1.jpg" />Una frase che ripeto spesso alle persone che incontro in aula o negli interventi di consulenza &egrave;: &ldquo;non aspettare di diventare il numero uno per comportarti da numero uno&rdquo;.<span id="more-1993"></span> Le persone capiscono al volo cosa intendo dire ma spesso sospirano e c&rsquo;&egrave; sempre chi mi dice: &ldquo;io non diventer&ograve; mai il numero uno&#8230;&rdquo;</p>

<p>Non mi metto a indagare troppo e in maniera provocatoria rispondo: &ldquo;&egrave; vero!&rdquo;</p>

<p>Chi mi ascolta rimane spesso un po sorpreso e contrariato. Sembra quasi che si aspettasse un incoraggiamento sotto forma di &ldquo;ma perch&eacute; dici questo, tu puoi diventare ci&ograve; che vuoi&#8230;&rdquo;</p>

<p>Invece io rimango in silenzio per un po&rsquo; e quando la persona &egrave; sufficientemente infastidita, sul punto di arrabbiarsi e tirar fuori la grinta di cui dispone, esplicito meglio dicendo &ldquo;Non si tratta di diventare il numero uno, quello che intendo dire &egrave; che bisogna essere il numero uno e comportarsi di conseguenza. Da subito&rdquo;</p>

<p>Una giovane donna, conosciuta in una particolare sessione formativa, si &egrave; messa in contatto con me a distanza di molto tempo solo per dirmi che quella frase &egrave; stata determinante per la sua carriera e che la considera tutt&rsquo;ora la cosa pi&ugrave; importante del corso di 88 ore che tenni nell&rsquo;azienda presso la quale lei lavorava.</p>

<p>La sua telefonata mi ha fatto piacere e ho pensato che fosse divertente condividerne il motivo con altri.</p>
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		<title>Inseguire uno standard Vs essere lo standard</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 13:20:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dizionario Garzanti &#160;offre questa definizione della parola &#34;standard&#34;:&#160;modello, tipo al quale ci si uniforma o che viene assunto come termine di riferimento:&#160;attenersi a un certo standard&#8230; In ogni professione, ci sono persone che cercano di raggiungere gli alti standard lavorativi che altri hanno definito.&#160;E&#8217; un bell&#8217;impegno, ma comunque pi&#249; comodo rispetto al lavoro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Essere standard" class="sinistra" alt="" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/bethestandard.jpg" />Il dizionario Garzanti &nbsp;offre questa definizione della parola &quot;standard&quot;:&nbsp;modello, tipo al quale ci si uniforma o che viene assunto come termine di riferimento:&nbsp;<i>attenersi a un certo standard&#8230;<span id="more-744"></span></i><br />
In ogni professione, ci sono persone che cercano di raggiungere gli alti standard lavorativi che altri hanno definito.&nbsp;E&#8217; un bell&#8217;impegno, ma comunque pi&ugrave; comodo rispetto al lavoro che definire nuovi modelli richiede. Nel mio lavoro mi sento come un esploratore e cerco di definire sempre nuovi modelli, faccio un grande sforzo ma soddisfo la mia curiosit&agrave; esprimendo pienamente la mia creativit&agrave;. Corro il rischio di produrre cose sbagliate ma sempre originali. Pi&ugrave; che inseguire standard o modelli gi&agrave; definiti mi diverto a definirne di nuovi. L&#8217;importate &egrave; essere modello di riferimento per se stessi e con un pizzico di fortuna lo si pu&ograve; diventare per altri.</p>
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		<title>Scacco al ruolo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 12:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel gioco degli scacchi i ruoli sono assegnati in via definitiva: il re &#232; tale fino alla fine della partita. In azienda si usa la parola ruolo per descrivere la posizione lavorativa occupata ma il contesto non &#232; una partita di scacchi ma &#232; la realt&#224; dove i ruoli possono cambiare anche durante il &#34;gioco&#34;. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Scacco al ruolo" width="100" height="100" title="Scacco al ruolo" class="sinistra" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/scaccoalruolo.jpg" />Nel gioco degli scacchi i ruoli sono assegnati in via definitiva: il re &egrave; tale fino alla fine della partita. In azienda si usa la parola ruolo per descrivere la posizione lavorativa occupata ma il contesto non &egrave; una partita di scacchi ma &egrave; la realt&agrave; dove i ruoli possono cambiare anche durante il &quot;gioco&quot;.<span id="more-1841"></span> Dal mio punto di vista considero superato l&#8217;uso di questa parola perch&eacute; non &egrave; pi&ugrave; adatto a descrivere&nbsp;il contesto lavorativo attuale. Inoltre &egrave; pericolosa perch&eacute; chi ha ottenuto un ruolo ritiene di averlo conseguito in maniera definitiva. Come se il ruolo fosse quello che si assegna a un personaggio di un romanzo, si pensa che non possa essere pi&ugrave; tolto indipendentemente da che cosa e come si fa per esercitarlo. Io preferisco parlare di funzione perch&eacute; mi suggerisce una cosa che &egrave; vera solo se messa bene in atto e in via continuativa. Quindi non parlerei di ruoli manageriali assegnati in via definitiva ma di funzioni manageriali osservabili e rivedibili. Questo ci permetterebbe di valutare quanto le funzioni assegnate sono adeguatamente espletate e in linea con gli obiettivi. Ci permetterebbe anche di cambiare la funzione attribuita ad una persona senza mettere in gioco il concetto ingombrante di ruolo. Otterremmo pi&ugrave; dinamicit&agrave; sul piano organizzativo e maggiori possibilit&agrave; di assegnare una funzione pi&ugrave; adatta sulla base delle caratteristiche individuali e dei risultati ottenuti.</p>
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		<title>Non siamo risorse</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Oct 2010 18:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho deciso di eliminare da questo sito l&#8217;espressione &#34;risorse umane&#34; per un motivo semplice: le persone non sono risorse ma sono invece il fattore che pu&#242; determinare il successo di imprese e organizzazioni.&#160; Le risorse sono cose: petrolio, acqua, metalli. Stanno l&#236; dove sono sempre state fino a quando qualcuno non decide di utilizzarle come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Estrazione del petrolio" title="Non sono una risorsa" class="sinistra" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/non-risorse-umane.jpg" />Ho deciso di eliminare da questo sito l&#8217;espressione &quot;risorse umane&quot; per un motivo semplice: le persone non sono risorse ma sono invece il fattore che pu&ograve; determinare il successo di imprese e organizzazioni.&nbsp;<br />
<span id="more-1817"></span>Le risorse sono cose: petrolio, acqua, metalli. Stanno l&igrave; dove sono sempre state fino a quando qualcuno non decide di utilizzarle come meglio crede. Le persone non devono aspettare che qualcuno le scovi, ma possono muovere gambe e braccia e cercare come utilizzare al meglio le proprie capacit&agrave; per esprimersi pienamente. Per questo motivo su questo sito non c&#8217;&egrave; l&#8217;area risorse umane, perch&eacute; le risorse umane non esistono. Esistono le persone con i loro pregi e difetti, punti di forza e di debolezza che rendono ognuno di noi diverso dall&#8217;altro.</p>

<p>Per eliminare la vecchia espressione, la scelta &egrave; caduta su &quot;<a title="Vai alla sezione Fattore umano dell'area consulenza aziendale" href="http://www.marcodesantis.com/consulenza/fattore-umano/">fattore umano</a>&quot; perch&eacute; sono gli uomini e le donne a moltiplicare le potenzialit&agrave; aziendali. Nei prossimi giorni controlleremo il sito per scoprire dove nel tempo si &egrave; annidata la vecchia espressione e la elimineremo progressivamente.<br />
Cos&igrave; facendo non rientrer&ograve; negli indici dei motori di ricerca alla voce &quot;consulenza risorse umane&quot;: pazienza.</p>
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		<title>Cliente VS venditore</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 23:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cliente &#232; incompetente se fosse competente sarebbe un competitore. Ripeto questa frase da molto tempo a tutte le persone che si occupano di vendita.Quello che intendo dire &#232; che il cliente non ha competenza sui prodotti ma &#232; invece competente sui propri bisogni e problemi da risolvere. Al contrario il venditore conosce i prodotti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Entrata della Boqueria, mercato di Barcellona" title="Mercato della Boqueria" longdesc="undefined" class="sinistra" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/boqueria.jpg" />Il cliente &egrave; incompetente se fosse competente sarebbe un competitore. Ripeto questa frase da molto tempo a tutte le persone che si occupano di vendita.<span id="more-874"></span>Quello che intendo dire &egrave; che il cliente non ha competenza sui prodotti ma &egrave; invece competente sui propri bisogni e problemi da risolvere. Al contrario il venditore conosce i prodotti o i servizi che l&#8217;azienda offre ma non conosce le esigenze del cliente.</p>

<p>Non tenendo conto di questa semplice constatazione i venditori, al posto di fare domande al potenziale cliente su quali esigenze intende soddisfare, li interrogano sui prodotti o servizi offerti, aspettando che le risposte siano utili al processo di acquisto.</p>

<p>Da questa errata intervista nasce un tripudio &nbsp;di incomprensioni, fraintendimenti, bugie che difficilmente portano all&#8217;acquisto ma producono invece insoddisfazione in chi desidererebbe comprare e in chi vorrebbe vendere.</p>

<p>Immaginiamo cosa pu&ograve; succedere quando alla normale e comprensibile incompetenza del cliente affianchiamo l&#8217;incompetenza del venditore sui prodotti e le incapacit&agrave; relazionali: la vendita pi&ugrave; che un processo dovrebbe essere un miracolo.</p>
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		<title>Creazione e creatività</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 02:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marcodesantis</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Credo che la creativit&#224; umana sia la prova pi&#249; evidente del fatto che siamo creature divine. L&#8217;insuperabile potenza creativa di Dio&#232;&#160;tale che permette di creare un numero infinito di essere umani che non sono mai replica di altri gi&#224; creati, unici e differenti. La differenza che ci distingue uno dall&#8217;altro &#232; direttamente osservabile. Noi creature, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Dio e creativit&agrave;" width="100" height="100" class="sinistra" title="Michelangelo - Cappella Sistina: il dito indice di Dio tocca l'indice dell'uomo" src="http://www.marcodesantis.com/wp-content/uploads/dioecreativita.jpg" />Credo che la creativit&agrave; umana sia la prova pi&ugrave; evidente del fatto che siamo creature divine. L&rsquo;insuperabile potenza creativa di Dio<span id="more-727"></span>&egrave;&nbsp;tale che permette di creare un numero infinito di essere umani che non sono mai replica di altri gi&agrave; creati, unici e differenti. La differenza che ci distingue uno dall&rsquo;altro &egrave; direttamente osservabile.</p>

<p>Noi creature, uomini e donne, non siamo in grado di creare cose sempre diverse tra loro, dopo un po&rsquo; iniziamo a ripeterci. Per riuscire ad essere massimamente creativi, pur rimanendo nei limiti dell&rsquo;umana natura, potremmo far ricorso a quell&rsquo;unicit&agrave; creativa che ci ha generato.</p>

<p>Aderendo perfettamente alle nostre caratteristiche e peculiarit&agrave; e evitandone la superficiale etichettatura in pregi e difetti, possiamo riuscire a fare cose uniche come unico &egrave; il progetto che ci ha generato. Quello che intendo dire &egrave; che per essere creativi e lasciare una firma originale nel mondo dobbiamo diventare noi stessi.</p>

<p>Io ho impiegato molto tempo per diventare me stesso e non ho ancora finito. Ma sono sulla strada giusta.</p>
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