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Leadership o management?

Leadership e management

Considero la leadership come una funzione esercitata in un gruppo e da questo riconosciuta in una persona, mentre quando parlo di management mi riferisco a un ruolo assegnato dall’alto, al fine di gestire persone e gruppi di lavoro.

Nelle aziende il problema nasce dal fatto che caratteristiche della leadership e competenze del management possono non coincidere nella stessa persona. Un manager, nominato dai vertici di un’azienda, può non essere riconosciuto come leader dal gruppo che gestisce. Mentre un leader informalmente riconosciuto dal basso raramente ottiene nomina manageriale.

Purtroppo incontro pochi leader formali, cioè persone che sono formalmente nominate dall’alto e sostanzialmente riconosciute dal basso.

Autorità e autorevolezza, carisma e competenza dovrebbero muoversi insieme ma negli ultimi tempi incontro persone autoritarie che non sono autorevoli e persone carismatiche che non hanno competenze gestionali.

Ho la sensazione che, da molto tempo ormai, insieme all’economia, sia entrata in crisi la leadership. Sembra una funzione passata di moda o forse sono passate di moda tre caratteristiche ad essa connesse: direzionalità, assunzione di responsabilità e confidenza con il rischio.

Nonostante tutto incontro sempre più spesso leader informali che, pur non avendo riconoscimenti formali dal vertice, si adoperano con grande assunzione di responsabilità e confidenza con il rischio nel condurre persone e aziende in una direzione comune.

Forse ci vorrà un bel po’ di tempo per trasformare la loro leadership informale in una leadership formale. In questi casi la pazienza è la capacità più importante.

Ci sono 4 commenti:

  1. Considero la tua riflessione molto attinente alla condizione socio-etico-economica che il nostro paese, sta vivendo. L’aspetto essenziale del tuo discorso legato alla frase: <<…(La leadership) Sembra una funzione passata di moda o forse sono passate di mode tre caratteristiche ad essa connesse: direzionalità, assunzione di responsabilità e confidenza con il rischio.>> appartengono alla mancanza delle tre caratteristiche da te rilevate non solo nel lavoro di noi “adulti” di oggi ma anche nella vita personale. Inoltre credo che chi riesce ad essere autorevole è apprezzato sicuramente dal basso ma crea dei problemi all’alto perché può portare a mettere in discussione il sistema esistente, radicato e ormai incancrenito. Con questo non penso sia impossibile muoversi da questa situazione, anzi credo che per coloro che riescono a respirare un’aria diversa, ad unire la loro naturale tendenza alla leadership alla forza di volontà e voglia di lavorare su se stessi, l’evidenziarsi sia più semplice. Aggiungo solo che apportare cambiamenti giornalieri anche piccoli nella propria vita significa far girare il sistema in modo diverso per tutti. Grazie Marco per le riflessioni che fai e che ci fai fare!

    • MdS

      Donata,
      grazie del tuo commento. Credo anch’io che, in un periodo come questo, sia più semplice mettersi in evidenza. Chi decide di assumersi le responsabilità del proprio operato ha già fatto esercizio di leadership su se stesso. Chi individua la propria direzione saprà farlo anche per altri. Chi ha confidenza con il rischio potrà farlo conoscere anche ad altre persone. Condivido anche l’idea che piccoli cambiamenti giornalieri influiscano sul sistema e sul suo miglioramento. Certo è che più è grande il numero delle persone che si adoperano in microcambiamenti più veloce sarò il miglioramento sistemico.

  2. Maurizio

    “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?” Conferenza tenuta da Lorenz nel 1972.
    A proposito dei cambiamenti di cui parli.
    Che ne pensa De Santis?

    • MdS

      La teoria del caos è molto affascinante. L’aspetto che più mi colpisce è la catena delle interazioni. Non sono preparato sulla materia ma capisco intuitivamente i concetti di Lorenz. Pensarci è da capogiro: ogni singolo evento diventa generatore di infiniti altri. Il caos. Da questo punto di vista la resistenza al cambiamento sembra essere meno deprecabile. Un poco di inerzia forse ci vuole.

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