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Benedetto Curriculum Vitae (La Nazione 27 12 2011)

Curriculum Vitae

Ho risposto alle domande di Cristina Rufini, giornalista del quotidiano La Nazione, su come scrivere il curriculum vitae per evitare che venga cestinato. Riporto qui il testo degli articoli pubblicati sul giornale del 27 Dicembre 2011.

«Proporsi significa mostrarsi agli altri. In primo piano deve stare la persona»

De Santis: «Spesso i candidati evitano di esporsi. E’ un errore»

IN UNA CONGIUNTURA economica come quella che stiamo vivendo oramai da anni, un posto di lavoro e per di più a tempo indeterminato, è sempre più una chimera. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare e la stesura di un curriculum — impresa spesso affrontata meccanicamente — è un punto di partenza fondamentale. Che può essere anche vincente se affrontato con le giuste basi, adeguate al momento storico ed economico che stiamo vivendo. Nessuno ha la ricetta ideale, ovviamente, ma chi lavora nel settore da tempo e ha analizzato centinaia e centinaia di curricula qualche consiglio può darlo. Ci prova Marco De Santis, formatore e consulente per aziende e privati.

Qual è uno degli errori ricorrenti che viene commesso nel compilare un curriculum?
«Parlando in generale, spesso si parte da un concetto sbagliato: raccontare solo le esperienze di lavoro, senza far capire chi siamo come persone».

Cioè limitarsi a una sintetica elencazione delle esperienze fatte?
«Sì. E non di rado anche in ordine inverso a quello che invece dovrebbe essere preso come termine di riferimento. E’ sempre meglio iniziare a scrivere le esperienze più recenti e poi, a ritroso, elencare quelle più datate».

E un’altra mancanza che riscontra spesso nei curricula che le capita di leggere?
«Raramente chi si propone spiega che cosa sta cercando. Quali sono le reali intenzioni o aspettative di lavoro. Ed è un errore davvero grosso».

Per quale motivo?«Perché in un momento di crisi economia come quello attuale, le imprese, innegabilmente, assumono sempre meno. E questa diminuzione di numeri porta ad una necessaria attenzione nella selezione. Nella ricerca di persone motivate e con le idee chiare».

Ma non sempre è facile, soprattutto per i giovani?
«E’ vero. Ma basta capire che le aziende vogliono sapere tutto della storia della persona che andranno ad assumere. E la parte di formazione culturale, per quanto importante, non deve mai essere messa in evidenza e per prima, come invece accade nella maggior parte dei casi. All’inizio devono essere riportate le esperienze lavorative più recenti, quelle da cui si riparte. poi a ritroso quelle più vecchie. E alla breve indicazione è meglio far seguire anche una descrizione, ovviamente sintetica, delle mansioni e delle competenze raggiunte».

CONSIGLI: COSA EVITARE PER NON FAR CESTINARE LA LETTERA DELLA VITA

Esperienze e obiettivi specifici «Punti cardine» di un curriculum

CURRICULUM, istruzioni per l’uso.
A cercare di dare consigli agli aspiranti «occupati» è Marco De Santis, formatore e consulente aziendale, che avendo letto e «spulciato» centinaia di elenchi di esperienze di lavoro e di formazione, ha l’idea di che cosa funziona e di che cosa, invece, fa in modo che i selezionatori, appena preso in mano quel foglio di carta in cui sono riversate così tante aspettative, lo cestinino. «Non è cattiveria o mancanza di voglia di leggere — spiega De Santis — ma la mole di lettere da esaminare sono purtroppo sempre di più e il tempo a disposizione ridotto. Quindi è meglio essere concisi, ma precisi e mirare subito all’obiettivo». A partire dalla persona. E’ ormai un principio base per redigere un curriculum. Smettere di pensare a che cosa sta cercando un’azienda solo per farsi assumere, ma spiegare chi siamo prima di tutto come essere umani e poi come lavoratori. Poi illustrare i desideri. Cioè gli obiettivi che un candidato si pone nel chiedere un posto di lavoro. Dove vuole arrivare. In terzo luogo il fare, cioè le esperienze che sono state vissute e le competenze che il candidato ha raggiunto. «Ricordarsi che è importante segnalare qualsiasi esperienza — conclude De Santis — anche quella che sembra più inutile e meno indicata per l’azienda che si vuole raggiungere. Non importa, qualsiasi aspetto della vita lavorativa è fondamentale. E indicare sempre le competenze raggiunte e dove. Infine non dimenticare che non bisogna mai nascondere la vera personalità. Tanto prima o poi viene individuata».

LA STESURA

La persona

E’ il primo aspetto che deve emergere nella compilazione: non prima la formazione scolastica o gli obiettivi, ma chi siamo veramente, in ogni aspetto della vita, senza tralasciare indicazioni che possono tornare utili all’azienda

I desideri

I reali obiettivi vanno sempre dichiarati, mai nascondere le aspirazioni soltanto per paura di non essere scelti. Un’impresa che ha necessità di assumere vuole avere di fronte persone che hanno ben chiaro che cosa vogliono fare

Le competenze

Indicare sempre le competenze raggiunte con le varie esperienze lavorative. Essendo precisi nello spiegare quali e quando, elencarle tutte insieme a conclusione del curriculum è dispersivo

La formazione

I titoli di studio sono importanti e vanno elencati, ma mai all’inizio: meglio se dopo le esperienze lavorative e le competenze raggiunte, queste ultime accompagnate da una breve descrizione

Collegamenti:
Collegamento all’articolo sul sito della Nazione
Scarica la pagina del quotidiano in pdf

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